It’s spring – repotting time!

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soil for repotting
For bonsai lovers spring maybe the busiest season of the year, first check if winter caused some damage, then bring the plants „out“ of their winter sleep, well… you know what I mean, the greenhouse. After that you have to make sure that no late frost could damage your trees. And when the first warm days arrive and the buds are swelling up, that’s the time to repot.

Now since I starting doing bonsai recently (2010), I still have some plants that never have been repotted, although they have been in a bonsai pot. The reasons are various but I admit some of the plants have could been repotted much earlier however I am not yet an expert, I will never consider myself as such, and as every other bonsai lover I make mistakes. Only by making mistakes can one learn to avoid them in the future.

That being said let’s move to the trees

That being said let’s move to the trees. One of the golden rules when dealing with new purchased plants is: repot immediately! Because you don’t know for sure when it was repotted the last time and in which soil your new tree is living in and you have to adapt your new plant to your climate and….I can imagine there are thousands of reason for it. But, from the tree’s point of view, if it has to adapt, why not adapt in her own shoes (meaning the pot)?  Why not just leave the tree in his pot, as it is, or maybe style it a little and wait to repot after a growing season? What speaks against it?

 

well developped roots

Personally I prefer having the plant in her own shoes – I like to think my plants in shoes, cheap plastic ones but still shoes – for a growing season so I have the time to consider the styling, but more importantly to watch their reactions in my garden. And I ask myself: is that acer palmatum happy on that shelf? Does the new juniperus shimpaku feel comfortable in my latitude? And what about my beloved abies? Are the winters cold enough for them?

So for me, it was not really a surprise to see that some of my plants really needed a repot. And here comes my mistake: the trees that were already in a bonsai pot were crying for a repotting and the ones in the black big growing plastic container could take another year, meaning they were just fine. On the other hand I was amazed to see that the shohin that I repoted last year (do you remember? It was the very first Workshop by Nicola) were very well rooted and the akadama soil did a great job and as I am concern I will continue to repot in Akadama.

Lesson learned – Yes!

When I buy a tree that is wearing bonsai shoes, than repot before doing any other thing. They may take longer to recover but you have the plant under control, you know which task you take. Then again, if the tree has been heavily styled, strong pruning and wiring to be clear, just leave it recover at least for a growing season and then repot.

Another mistake I made: waited too long, meaning I had to start repotting the Kaede (acer burgerianum) already last week. Why do I know? Well, according to my master it’s better to prevent the repotting season if you have the capacity to protect them from frost or cold. So my Kaede is just starting to bloom and actually it’s too late to repot when in bloom, but I repotted anyhow. Kaede are very tolerant and she seems to love her place on the shelf.
The start order for repotting is: Kaede, then momiji (palmatum) then juniperus and last pinus and picea. A general rule: repot when the buds are swollen for deciduous, for conifers before the growing season starts, this means before the green fresh buds appear.
At the end of the day I repotted 5 trees! All have brand new shoes, not Manolo Blanik (for those who don’t know: Manolo Blanik are the Rolls Roice of pots – expensive as hell and very exclusive) , but better than that cheap plastic container or even worse the cheap Chinese pot that breaks like cookies

È primavera : tempo di rinvasi !!

Per tutti gli appassionati di bonsai, la primavera è sicuramente il periodo piu laborioso dell’anno. Bisogna accertarsi che l’inverno non abbia fatto troppi danni, poi svernare le piante, beh sapete cosa intendo portarle fuori dalla serra. Dopodiché bisogna proteggerle da eventuali geli tardivi ed all’arrivo delle prima calde giornate quando le gemme cominciano a gonfiarsi, è il periodo giusto per cominciare i rinvasi.

Poiché io ho cominciato di recente a coltivare l’hobby del bonsai, minacce credere sia iniziato nel 2010, ho comunque piante in giardino che non sono mai state rinvasate. I motivi sono molteplici ma devo ammettere che qualcuna la avrei potuto rinvasare molto prima ma, visto che non sono un esperta e non mi definirò mai tale, e sapendo che ognuno di noi fa errori, posso solo sperare di imparare dai miei e non ripeterli più in futuro.

Detto questo, torniamo alle piante

Una regola generale è quella di rinvasare le piante immediatamente dopo l’acquisto! Perché non si sa per certo quando è stato il suo ultimo rinvaso, non si sa in che terriccio si trova, non si sa quale sono state le sue condizione di crescita negli ultimi 2 anni e…. posso immaginare mille altri motivi per rinvasare appena comperato la pianta. Dal punto di vista della pianta però questo corrisponde ad un ulteriore stress poichè il rinvaso si andrà a sommare all’ambientamento sia al posto sia ai diversi stili di coltivazione del nuovo proprietario…quindi perchè non aspettare per il rinvasò almeno una stagione ?

Personalmente preferisco lasciare la pianta nelle sue scarpe (vaso) – mi piace pensare alle mie piante con scarpe, scadenti e di plastica, ma sempre scarpe – almeno per una stagione vegetativa. Prima per valutare il suo futuro stile ma piu importante per vederne la reazione nel mio giardino. Mi domando sempre: a quel acero piace il suo posto su quello scaffale? E il nuovo ginepro si trova bene alle mie latitudini? E che dire dei miei amati abeti: i nostri inverni sono freddi abbastanza per loro?

Nel mio caso non ero sorpresa di vedere che alcune piante necessitavano disperatamente di un rinvaso. E qui viene il mio errore: alberi che erano già in un vaso bonsai stavano gridando per un rinvaso mentre le piante che erano nel grande contenitore nero di plastica avrebbero potuto starci per molti piu anni, nel senso che stavano bene. Tuttavia pero sono rimasta stupita di vedere che l’apparato radicale degli shohin rinvasati l’anno scorso (vi ricordate? Il mio primo Workshop da Nicola) era molto ben sviluppato cosa che mi dice che l’akadama non è mica cosi male come tutti dicono.

Imparata la lezione? Direi di si!

Quando si acquista un albero che sta gia in vasi bonsai, rinvasa prima di fare qualsiasi altro intervento. Potrebbere aver bisogno di piu tempo per riprendersi ma comunque si ha la pianta sotto controllo e si sa esattamente in che terricio sta vivendo. Ed ancora, se un albero è stato potato pesantemente e filato, non toccatelo per almeno una stagione vegetativa e poi rinvasare.

Un altro errore: ho aspettato troppo prima di rinvasare il mio kaede (acer burgerianum), avrei dovuto rinvasarlo la settimana scorsa. Come faccio a saperlo? Beh, secondo il mio maestro e meglio prevenire il periodo del rinvaso se si ha la possibilità di proteggere la pianta dalle gelate tardive. Nel mio caso il kaede ha appena germogliato ed è teoricamete troppo tardi, ma ho rinvasato comunque. Le kaede sono molto tolleranti e a lei sembra gradisca il suo posto sul mio scaffale.

I rinvasi in ordine cronologico: kaede, dopo i momiji (acer palmatum) poi i ginepri e pini ed abeti per ultimo. Una regola generale: rinvasare le latifoglie quando le gemme si gonfiano, e rinvasare le conifere prima dell’inizio della stagione vegetativa, sta a dire prima che le gemme verde chiaro appaiano.

Alla fine della giornata ho rinvasato 5 alberelli! Tutti hanno nuove scarpe di marca, non sono delle Manolo Blanik (per chi non lo sapesse: Manolo Blanik sono le Roll Roys delle scarpe – care come il fuoco e molto esclusive), ma sono molto più belle di quel tinotto di plastica nero o peggio di quei vasi cinesi di massa che si rompono per un nonnulla.

…love, Melanie!

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